"Mi piace pensare di essere una custode del suo spirito artistico o per lo meno cerco di esserne degna". A parlare è Egidia Bruno, la protagonista dello spettacolo "No tu no" per Enzo Jannacci, in scena a Tenero sabato 5 aprile alle ore 20.30 presso l'Oratorio S.G. Bosco.
Egidia Bruno e lo spettacolo in memoria di Enzo Jannacci
Egidia Bruno, si è laureata al Dams di Bologna e alla Scuola di Teatro Galante Garrone, ha lavorato con i grandi maestri come N. Loy, M. Baliani, E. De Capitani e con M. Maglietta vince il premio E.T.I. Teatro Ragazzi. Innumerevoli i suoi lavori e collaborazioni come attrice, cantante e regista. Insegna recitazione al Centro Artistico M.A.T. di Lugano. Ha conosciuto Jannacci nel 2002 e dopo aver lavorato nella sua commedia Le storie del Mago, è stata diretta dal rimpianto artista nel monologo La Mascula, tratto dal mio omonimo racconto, già Premio Troisi, uno spettacolo che gira l’Italia da circa dieci anni.
Qual è stato il momento in cui ha capito che voleva rendere omaggio al Maestro Enzo Jannacci?
"A dire il vero, non sono stata io a volere l'omaggio. Provavo come una sorta di pudore. Mi sembrava di voler sfruttare il fatto di averlo conosciuto. Poi, da più parti mi è stato sollecitato, proprio perché il mio omaggio poteva essere quello di una persona che l'aveva conosciuto e lavorato con lui, un grande valore aggiunto, insomma".
Quali aspetti della sua musica e del suo stile l'hanno influenzata di più?
"Io non sono una musicista, sono un'attrice, una interprete e dunque quello che più mi ha colpito di lui è che qualsiasi cosa facesse su un palco, era teatro. La sua presenza scenica era innegabile. Nella vita spesso inciampava, sul palco mai. Era il suo luogo naturale".
Ha avuto modo di lavorare direttamente con Jannacci: c'è un aneddoto speciale da raccontare?
"Di aneddoti ce ne sono svariati e alcuni li racconto nello spettacolo, come quello in cui Enzo mi confessò che quando parlava si mangiava le parole perché aveva una "fame atavica".
Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere al pubblico con "No tu no"?
"Non ho un messaggio da voler trasmettere. Sicuramente voglio raccontare il genio di un grande artista ma soprattutto la sua umanità e la sua generosità, specie quando ha voluto aiutare chi secondo lui aveva talento, come bontà sua, ha voluto fare con me. E' più che altro, il mio, un gesto di gratitudine".
Lo spettacolo "No tu no"
Egidia Bruno sarà accompagnata sul palco dell'Oratorio S.G. di Tenero dal pianista Emanuele Lidi, arrangiatore dei brani di Alessandro Nidi in passato. E' lei stessa a parlarne durante la nostra intervista, descrivendolo come un musicista raffinato per il teatro
Come è stato il processo creativo con il pianista Emanuele Nidi e quali elementi musicali avete voluto esaltare?
"Emanuele Nidi è il bravissimo musicista che mi accompagna al pianoforte. Chi, invece, è stato l'arrangiatore dei brani è Alessandro Nidi. Ho scelto io e Marie Belotti (la coautrice dei testi) i pezzi da cantare e Nidi, raffinato musicista per il teatro, ha lavorato soprattutto per la mia interpretazione di canzoni non facili da cantare e spesso, molto legate al personaggio Jannacci. Tutto senza mai cercare di tradire lo spirito, l'elemento surreale e la poesia del Maestro".
"Lo spettacolo è strutturato come una lunga chiacchierata con lui"
La Bruno (sopra nel trailer) si sofferma, in conclusione, ancora una volta sul Maestro Enzo Jannacci e se si sente, in qualche modo, una custode del suo spirito artistico.Dopo dieci anni di tournée, come è cambiato lo spettacolo nel tempo?
"Lo spettacolo è strutturato come una lunga chiacchierata con lui, come spesso capitava di farne. Gli argomenti: i più svariati, dall'attualità a tanto altro. Ovvio che, nell'arco di dieci anni, dei cambiamenti ci sono stati, specie là dove certi argomenti hanno avuto bisogno di qualche "aggiornamento".
In conclusione, Jannacci parlava spesso di "passare il testimone". Lei si sente in qualche modo custode del suo spirito artistico?
"Mi piace pensare di sì, di essere una custode del suo spirito artistico o per lo meno cerco di esserne degna".